Idrocolonterapia lavaggio intestinale pordenone

Lo Studio Infermieristico di Cristina Perosa dispone di attrezzatura moderna che permette di eseguire l’IDROCOLONTERAPIA: un lavaggio intestinale dolce e rilassante per il paziente.

L’IDROCOLONTERAPIA rappresenta l’evoluzione tecnologica degli antichi clismi evacuanti o clisteri. Diversamente da quest’ultimi, il lavaggio mediante l’IDROCOLONTERAPIA, non si limita all’ampolla rettale, ma risale fino al cieco, rendendo così possibile la pulizia di tutto il tratto dove si depositano le scorie, annullando i fenomeni di autointossicazione e favorendo la ricostituzione di una flora intestinale eubiotica.

L’IDROCOLONTERAPIA è una tecnica indolore, inodore, pulita, poco invasiva, rilassante e molto più efficace di qualsiasi clistere. Essa esplica i suoi effetti benefici non solo a livello intestinale, ma anche verso altri organi di cui favorisce il risolversi di disfunzioni e disturbi. Inoltre, migliora il funzionamento e la condizione di salute dell’intestino nonchè lo stato di salute e di benessere generale della persona.


QUALI SONO I BENEFICI DELL’IDROCOLONTERAPIA?

Oltre a lavare l’intestino, l’acqua stimola e decongestiona la mucosa, tonifica i tratti meno vitali, favorisce la peristalsi allenando le fibre muscolari al meccanismo di evacuazione e, nei casi di atonia muscolare, migliorando il tono muscolare colico.

Svolge un’azione riflessa anche su altre zone del corpo, stimolandole, apportando benefici anche ad altre aree.

E’ importante comprendere che l’IDROCOLONTERAPIA non deve essere considerata la facile alternativa al lassativo, ma una cura completa e complessa che difficilmente si esaurisce in una singola seduta.

INDICAZIONI PER L’IDROCOLONTERAPIA

  • Stitichezza cronica
  • Colon irritabile
  • Gonfiore e meteorismo cronico
  • Disbiosi intestinale
  • Candidosi
  • Parassitosi
  • Disintossicazione
  • Pulizia dell’intestino prima e/o dopo il LAVAGGIO EPATICO
  • Preparazione a tecniche diagnostiche (colonscopia)

 

L’IDROCOLONTERAPIA può essere eseguita anche da chi non soffre di apparenti disturbi, per esempio come programma disintossicante nel cambio di stagione.


COME SI EFFETTUA IL TRATTAMENTO?

Esso consiste nel lavaggio interno di tutto l’intestino crasso, mediante ripetuti lavaggi/risciacqui con acqua, portata alla giusta temperatura. La durata del trattamento è di circa 50 – 60 minuti, durante i quali si alternano le fasi di riempimento e svuotamento, con il passaggio di circa 25 – 30 litri d’acqua.

Lo scopo è quello di liberare il colon dalle incrostazioni che ristagnano al suo interno, magari anche da molti anni, e che tappezzano le sue pareti, da prodotti in decomposizione, gas, tossine, parassiti.

Per la buona riuscita dell’esecuzione dell’IDROCOLONTERAPIA, è importante che il terapeuta sia una persona calma e tranquillizzante, che metta a proprio agio e aiuti a rilassarsi.

 

L’IDROCOLONTERAPIA deve lasciare un senso di benessere sia fisico che emotivo!

 

Durante la seduta, il paziente è steso supino sul lettino per permettere all’operatore di effettuare un massaggio addominale che favorisce la risalita dell’acqua. Le sostanze incrostate sulla parete del colon, iniziano così ad ammorbidirsi e ad essere rilasciate grazie alla peristalsi intestinale che si attiva. Tramite il massaggio, l’operatore è in grado di individuare aree di gonfiore, contratture, resistenze, e con diverse tecniche, ne favorisce lo svuotamento.

Un aspetto importante è dato dalla respirazione addominale che il paziente, con l’aiuto del terapista, è incoraggiato a tenere durante il trattamento. Essa ha l’effetto di rilassare i muscoli della parete addominale e, in questo modo, di permettere alle anse intestinali il massimo riempimento e svuotamento possibile.


LE ORIGINI DELL’IDROCOLONTERAPIA

L’origine del lavaggio intestinale, risale a qualche migliaio di anni fa. La civiltà Egizia attribuiva grande valore alla funzionalità intestinale e notevole era l’interesse di questo popolo verso le patologie ad essa riferibili. La pulizia dell’intestino, mediante la pratica dei clisteri, era un mezzo di purificazione globale.

In India, troviamo questo argomento ampiamente trattato nei Veda, gli antichi libri dell’insegnamento, e nell’Ayurveda, il libro dedicato alla medicina. In questi testi, viene data grande importanza all’azione della psiche sul tubo digerente. Inoltre, la malattia, secondo gli Indiani, trova la sua origine nel forzare o ritenere gli stimoli naturali, quali la defecazione e la minzione.

Insomma, la pratica del clistere nella storia umana e fino al XIX secolo, resta imponente e quotidiana. Ma nel XX secolo molte cose sono cambiate. Il risultato è una certa ignoranza sull’igiene intestinale, sui problemi dovuti all’alimentazione, allo stress e alle abitudini di vita errate.

Per fortuna, da alcuni anni assistiamo a un risveglio dell’attenzione individuale verso questa funzione fisiologica. Una maggiore informazione e divulgazione scientifica delle più recenti scoperte inerenti il funzionamento del nostro intestino e le sue connessioni con il Sistema Nervoso Centrale e le principali chiandole endocrine, ha risvegliato l’interesse per la pulizia interna di questo organo così importante per la salute e il benessere complessivo della persona.

I primi cambiamenti avvennero in Unione Sovietica dove la dott.ssa C. Kousmine, autrice del famoso metodo omonimo, considera la pulizia intestinale uno dei cinque pilastri del suo sistema. Negli anni seguenti, emersero come pionieri della pulizia del colon, il dott. R. Wood, il dott. G. Crowle, il dott. B. Jensen, il dott. A. Moritz, e altri, unanimi nel sostenere che il colon è uno degli organi più importanti, e che dalla salute dell’intestino dipende il corretto funzionamento di tutto il corpo.

Purtroppo, poche persone hanno una sana e regolare attività intestinale, e ancor meno parlano di questo problema. La purificazione dell’intestino è essenziale se vogliamo mantenerci in salute e la diffusione di nuove tecniche, quali l’IDROCOLONTERAPIA, possono aiutarci in questo compito.


CONTROINDICAZIONI ALL’IDROCOLONTERAPIA

Vi sono condizioni patologiche per le quali tale tecnica è sconsigliata per l’irritazione e stimolazione meccanica che aumentano lo stato infiammatorio della mucosa. Ad esempio:

  • Diverticolite
  • Colite ulcerosa
  • Enterite segmentaria o morbo di Crohn
  • Emorroidi piagose
  • Interventi chirurgici al colon

 

Inoltre, è CONTROINDICATA anche in caso di:

  • Cardiopatie gravi
  • Aneurismi e ipertensione
  • Gravidanza

 

Nel corso del trattamento, l’assunzione di fermenti lattici aiuterà il ripristino della flora intestinale, favorirà la riduzione dei fenomeni fermentativi e putrefattivi e contribuirà a migliorare la peristalsi intestinale, prolungando nel tempo il senso di benessere generale della persona.


GLI STRUMNETI DELL’IDROCOLONTERAPIA

Nel 2006 ho contattato la ditta CSM di Feletto Umberto (UD) del dott. A. Miclavez, che produceva e distribuiva apparecchiature per l’IDROCOLONTERAPIA, dalla quale ho acquistato l’apparecchiatura denominata “Apollodoro 3” e che mi ha sottoposto a un training formativo sull’esecuzione dell’IDROCOLONTERAPIA e sull’uso della loro apparecchiatura.

In Apollodoro 3, la pressione dell’acqua all’interno del paziente viene generata esclusivamente dalla forza di gravità. Il suo principio di funzionamento, impedisce di recare danno al paziente anche nel caso di malfunzionamento dovuto a danneggiamenti, rotture, mancanza di alimentazione elettrica o idraulica.

La pressione di lavoro nella fase di riempimento, viene generata da una colonna d’acqua, di cui viene regolato il livello. Ciò assicura l’impossibilità di superare la soglia di pressione data. Apollodoro 3 opera a pressioni molto basse ( press. relativa di circa 0,13 atmosfere) e temperatura dell’acqua costantemente controllata.


Il disturbo più diffuso: LA STITICHEZZA

Che cos’è la STITICHEZZA? Quando le evacuazioni non sono regolari e diventano rare, quando le feci sono dure, disidratate, piccole (“caprine”) e difficili da eliminare, è verosimile che si tratti di STITICHEZZA. Le abitudini intestinali variano molto da individuo a individuo e, anche se può essere considerato normale evacuare tre volte alla settimana, sarebbe meglio poter liberare il nostro intestino dalle feci almeno tutti i giorni.

Tuttavia, possiamo essere in presenza di una condizione di STITICHEZZA anche quando i movimenti intestinali sembrano normali, nonostante da qualche parte, lungo il tragitto del colon, vi sia un accumulo di feci.

E’ fondamentale sottolineare che la COSTIPAZIONE o STITICHEZZA, compromette la salute dell’intestino, da cui dipende la salute globale dell’organismo.

La STITICHEZZA include non solo la ritenzione di feci nel retto, ma anche una ritenzione nella prima metà del colon, dal cieco al tratto centrale del colon traverso. La parete di questa porzione del colon è dotata di nervi sensitivi e muscoli, la cui funzione consiste nel creare movimenti ondulatori, le onde peristaltiche, per spingere il contenuto del colon, dall’intestino cieco al retto, affinché venga evacuato. La flora batterica presente nell’intestino, contribuisce alla lubrificazione del colon stesso. Il grande accumulo di feci che si verifica con la STITICHEZZA cronica, produce incrostazioni fecali tali da ostacolare la lubrificazione del materiale intestinale, la formazione delle onde peristaltiche necessarie per l’evacuazione, nonché l’assorbimento di ulteriori elementi nutritivi presenti negli scarti che dal tenue arrivano al colon. Si può intuire come tali incrostazioni possano, con il tempo, formare uno strato sulla parete interna del colon, di consistenza simile a quella di uno strato di intonaco. Esso, impedisce le normali funzioni del colon e ha l’insidioso effetto di trasformarsi in un generatore di tossicità, a detrimento della salute e del benessere.

La presenza di questi depositi di feci che si riscontrano in numerosi pazienti, rendono necessarie diverse applicazioni, in quanto l’acqua inizialmente ripulisce il primo tratto fino alla flessura splenica (colon discendente) e solo successivamente si arriva a una completa liberazione.

Le CAUSE DELLA STITICHEZZA sono molte, ma fra queste, spicca UNA DIETA POVERA DI FIBRE e ricca di cibi devitalizzati e raffinati che non riescono a nutrire gli organi preposti all’evacuazione del materiale di scarto.

Consumare poca frutta e verdura favorisce, nel tempo, l’instaurarsi della STITICHEZZA. Le persone che soffrono di questo disturbo, di solito consumano cibi a base di cereali raffinati (pasta e pane bianco), proteine animali ( carne, insaccati, latte e formaggi ), cibi precotti o preparati industrialmente. Le fibre provenienti dalla frutta e dalla verdura fresca, dai cereali integrali, sono assunte in quantità insufficiente. Le fibre vegetali, sia solubili che insolubili, nel nostro intestino si comportano come degli spazzini. Si sciolgono nell’acqua formando un morbido gel o transitano lungo tutto l’intestino senza modificarsi ma semplicemente rigonfiandosi in presenza di acqua, favorendo, così, l’avanzamento del materiale intestinale e l’evacuazione. Le fibre contribuiscono al benessere del nostro intestino e, evitando la stitichezza, sono utili per prevenire molte malattie dell’intestino e del nostro organismo. Altra importante causa di STITICHEZZA è uno SCARSO CONSUMO DI ACQUA ! Per aiutare la funzionalità intestinale, è utile bere almeno 1,5 litri di acqua al giorno che, unitamente ad un maggior consumo di frutta, e verdura fresca e cerali integrali, contribuisce a rendere le feci più morbide e idratate, stimolando il regolare svuotamento intestinale.

Anche la mancanza di un’adeguata attività fisica può, nel tempo, portare alla stipsi e ad altri danni per il nostro organismo.

Vi sono, poi, alcuni farmaci che possono rallentare le funzioni intestinali: analgesici, antiacidi contenenti alluminio, calcio antagonisti, medicine per il Parkinson, antidepressivi, diuretici e antiepilettici.

I LASSATIVI, spesso assunti per ottenere la regolarità delle funzioni intestinali, danno un iniziale sollievo alla stitichezza ma, con il tempo, il loro uso abituale crea assuefazione da parte dell’organismo e dell’intestino stesso, che diventa sempre più pigro, modificandosi nelle sue caratteristiche morfologiche e funzionali. Infine, l’influenza esercitata dallo STRESS che ognuno di noi subisce quotidianamente, sulla funzionalità intestinale che può risultarne alterata, a volte anche in modo piuttosto pesante. Lo stress, in sé, non è negativo ma lo diventa quando la soglia individuale viene superata nel tempo. Stress significa che l’organismo nella sua totalità, mente e corpo, vivono in una situazione di costante allerta che porta le funzioni del Sistema Nervoso Simpatico a prevalere su quelle del Parasimpatico. Il risultato è il permanere di tensioni psichiche e muscolari profonde, il rallentamento delle attività viscerali, compreso quella intestinale, che ostacola l’evacuazione spontanea e liberatoria.

Fonti: N. Walker La salute dell’intestino IL COLON (Macro Edizioni) A. Moritz Guarire il fegato con il lavaggio epatico (Macro Edizioni) S.Ricca Rosellini Gli alleati per la salute (Edizioni L’Età dell’Acquario) E. Massidda – D. Gallo La storia “ proibita “ dell’igiene intestinale (CdL Edizioni)

OLEOLITI SPAGIRICI

Lo Studio Infermieristico utilizza gli OLEOLITI SPAGIRICI della ditta Alchemica Valgelata, nei trattamenti di Linfodrenaggio Vodder, nelle sedute di Idrocolonterapia, nonché nei trattamenti di Foto-Cromoterapia, quali indispensabili complementi terapeutici.

 

 

Chi sono

cristinaperosa

Cristina Perosa
Infermiera Specializzata

Info: 348.5536928
 

 

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